Il Vincisangue | Il Film

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Published on 6 Gennaio 2015 by

V.M. 14 anni
Il Vincisangue è un gothic horror film dalle suggestive atmosfere e dagli squarci visionari scritto e diretto da Matteo Mo – attore e regista piemontese dalla decennale esperienza nel mondo teatrale e cinematografico. Prodotto dalla Sabaoth FILM, casa di produzione indipendente che dal 2004 ha sostenuto il Sabaoth International Film Festival – evento cinematografico biennale a sfondo etico e sociale che si svolge a Milano.

Trama – una donna perde il marito in misteriose circostanze tra i canali di Venezia. Non rassegnandosi ai dati ricevuti dall’autopsia, comincerà ad indagare per far luce sulla verità. Un ispettore a cui il caso è stato affidato l’affiancherà. Emergeranno i contorni di un mondo sotterraneo ed inquietante del quale non avevano mai nemmeno considerato l’esistenza. Oscure trame, fantasmi esistenti sin dall’inizio del mondo cominceranno a prendere forma nel tragitto che si troveranno a percorrere. Le minacce acquisteranno forza finchè i due non saranno posti di fronte a quella che non solo si presenterà come l’unica soluzione possibile, ma anche come la possibilità di una scelta che se diffusa in maniera costruttiva potrebbe sconvolgere le sorti del mondo intero tra le pieghe di una rivoluzione senza precedenti. Il film è un tentativo di riproposizione del cinema di genere gotico, che in Italia ebbe un notevole sviluppo tra il 1957, con l’avvento della pellicola “I vampiri” di Riccardo Freda e il conseguente sviluppo della produzione degli storici lungometraggi di Mario Bava, e i primi anni ’70 in cui videro la luce le prime pellicole elaborate dalla maestria di Dario Argento.

Curiosità – Il Vincisangue è un esperimento cinematografico a bassissimo budget (costato circa 14.000 euro), la maggior parte del lavoro è stato svolto con le luci, leggere colorazioni dei filtri in post produzione e una scelta accurata degli ambienti. Fondamentale è il ruolo che svolgono i sogni all’interno dello sviluppo narrativo: squarci visionari che apporteranno rivelazioni significative per lo svolgimento delle indagini che coinvolgeranno i protagonisti. La trama si presenta lineare, fitta di elementi che troveranno l’esatta spiegazione soltanto nei minuti finali. All’interno dell’esplorazione di un genere ben preciso, il trascorrere dell’opera si concede brevi digressioni umoristiche. L’impostazione di alcune dinamiche compositive tende a strizzare l’occhio al mondo del fumetto.

Le parole del regista: “La passione per il cinema mi spinge a muovere gli occhi. Il cinematografare allena lo sguardo, chiede il massimo: l’esercizio della lucidità. Nel magma di questa rotazione penso a dove siamo giunti oggi e non posso fare a meno di ritornare con la mente al cinema di genere. Quello geniale, spigoloso, che ti avvolgeva nel becco di una storia per poi trascinarti nelle ragnatele avvolgenti di un carico formidabile d’atmosfera, costringendoti a dialogare a passo libero con i tuoi limiti. Penso ai film di Mario Bava, ai colori sporgenti che era in grado di catapultarci addosso, mi vengono in mente i primissimi lavori di Dario Argento: su tutti le traiettorie dell’uccello dalle piume di cristallo. Gli zombi di Romero. Gli alieni del capolavoro carpenteriano “Essi vivono”. Elementi profondi più di quel che potremmo captare a prima vista, durante una lettura superficiale. Stilemi formidabili che vogliono invitarci ad una maggiore esplorazione. Tutti simboli che ci chiamano a riflettere sul male. Ad essere guardinghi nei suoi confronti.

Il Vincisangue di Matteo Mo @ ITALIA/2014 (108 min)

Soggetto: Roselen B. Faccio
Sceneggiatura: Matteo Mo
Montaggio: Davide Albegiani
Fotografia: Davide Albegiani, Matisse Cimini, Marcelo Gomes, Stefania Spezzacatena
Musica: Davide Costanza
Con: William Prestigiacomo, Mara Risitano, Antonella Voltan, Sarastella Corigliano, Maurizio Desinan, Elisa Risitano, Guillaume Goufan, Tina Venturi e con la partecipazione straordinaria di Vilma Laudelino de Souza.

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